Cosa accade quando un dipinto trasforma un volto familiare in una storia profondamente personale di amore, perdita e memoria?
Per l’attrice Marisol Nichols, la risposta è arrivata durante una visita privata nello studio dell’artista contemporaneo italiano Alex Righetto, dove ha avuto modo di ammirare Mona Lisa’s Daughter, un dipinto a olio completato nel 2023.
Conosciuta dal pubblico internazionale per aver interpretato Hermione Lodge nella serie televisiva Riverdale e l’agente speciale Nadia Yassir nel thriller d’azione 24, Marisol Nichols ha dedicato gran parte della sua carriera a dare vita a personaggi complessi sullo schermo. Ma durante la sua visita nello studio di Righetto, si è ritrovata dall’altra parte di una storia: davanti a un volto dipinto, il cui significato andava ben oltre il suo aspetto visivo.
Mentre osservava l’opera e ascoltava la storia che si celava dietro di essa, Nichols faticava a trovare le parole per esprimere ciò che provava.
“Trasmette qualcosa di potente, parla, è viva”.
Per comprendere perché questo dipinto l’abbia colpita così profondamente, è utile conoscere la storia che lo ha ispirato.
La storia dietro La figlia della Monna Lisa
Completato nel 2023, Mona Lisa’s Daughter è un dipinto a olio di Alex Righetto, dedicato alla figlia che Lisa del Giocondo perse nel 1499.
Lisa del Giocondo, tradizionalmente identificata come la donna ritratta nella Gioconda di Leonardo da Vinci, ebbe cinque figli con il marito Francesco. Con questo dipinto, Righetto invita a guardare Lisa non soltanto come il volto di una delle opere più celebri al mondo, ma anche come una madre che ha vissuto la perdita di una figlia.
Quando l’attrice Marisol Nichols ha visitato lo studio di Righetto e ha visto il dipinto dal vivo, ne è rimasta profondamente colpita.
«Trasmette energia, parla, è viva», ha dichiarato.
Conoscere la storia che si cela dietro il dipinto ha reso quell’esperienza ancora più personale.
«È come se la conoscessi», ha detto Nichols.
La storia le ha permesso di entrare in sintonia con la donna ritratta sulla tela. Non si trovava più di fronte a un volto del passato, ma pensava a una madre, a sua figlia e alla perdita che le legava.
Quel legame ha profondamente emozionato Nichols, cambiando il suo modo di vivere e percepire il dipinto.
L’emozione di trovarsi davanti al dipinto
Prima di visitare lo studio di Righetto, Nichols aveva già visto alcune immagini delle sue opere e conosceva il loro aspetto attraverso uno schermo. Trovarsi di fronte al dipinto originale, però, è stata un’esperienza completamente diversa.
«È meraviglioso da vedere online», ha spiegato. «Ma dal vivo è tutta un’altra…»
Si è fermata un istante, cercando le parole giuste.
Poi ha cercato di descrivere ciò che aveva percepito trovandosi di fronte al dipinto originale.
La sua reazione rivela qualcosa che nessuna riproduzione riesce a restituire pienamente.
Una fotografia può mostrare la composizione, i colori e il soggetto. Può rivelare le scelte dell’artista e offrire un’idea dell’opera finita. Ma trovarsi davanti a un dipinto originale è un’esperienza completamente diversa.
Le dimensioni reali dell’opera, la superficie della tela, i dettagli che emergono soffermandosi a osservarla e il rapporto che si crea tra il dipinto e chi lo guarda contribuiscono a rendere unica questa esperienza.
Nel caso di Mona Lisa’s Daughter, tutto questo si intreccia con la forza emotiva della storia che si cela dietro l’immagine.
Mona Lisa’s Daughter è un tributo alla vita e alla dualità che essa rappresenta, ma soprattutto all’esperienza umana di vivere una dimensione spirituale in un mondo materiale.
In quest’opera, l’immortalità, rappresentata dal successo, dalla fama e dall’immagine iconica della Gioconda, nasconde il peso della mortalità a cui siamo tutti soggetti.
Ultimo aggiornamento Ottobre 23, 2026 effettuato da Alex Righetto
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